L'inizio dell'anno scolastico è un momento fondamentale per creare un clima positivo, inclusivo e motivante nella classe. Il progetto "A scuola nel mondo: viaggi di coraggio" nasce con l’obiettivo di accogliere gli studenti in un percorso che unisca conoscenza, emozione e riflessione, stimolando fin da subito il senso di appartenenza, il rispetto reciproco e la consapevolezza di ciò che la scuola rappresenti nel mondo.
Attraverso storie vere di bambini e ragazzi che affrontano viaggi difficili per raggiungere la scuola, i nostri studenti sono invitati a confrontarsi con altre realtà, sviluppando:
A mio avviso questa proposta si adatta bene all’accoglienza perché:
Target:
Classi prime scuola secondaria di primo grado, come attività di accoglienza, orientamento e sensibilizzazione civica.
Competenze coinvolte:
È facile dare per scontata la scuola quando ce l’abbiamo a portata di mano, quando basta una sveglia, uno zaino e qualche fermata di autobus. Ma per milioni di bambini nel mondo, ogni giornata scolastica è una sfida di coraggio e determinazione. Camminano per ore a piedi, attraversano fiumi con zattere improvvisate, scalano montagne, affrontano il freddo, la pioggia, il pericolo. E tutto questo non per obbligo, ma per desiderio: quello di imparare, di costruirsi un futuro, di non restare indietro.
È necessario far presente ai ragazzi di oggi, che spesso non sono contenti di andare a scuola e vorrebbero restare a casa, che per molti loro coetanei – o addirittura per bambini più piccoli – l’istruzione è ancora oggi un lusso, qualcosa da conquistare con fatica, determinazione e coraggio.
Le immagini che raccontano le loro storie parlano da sole: bambini che attraversano ponti pericolanti costruiti con tavole sconnesse, ragazzi che si arrampicano su scogliere o si fanno strada tra fitte foreste, famiglie intere che affrontano ogni giorno rapide e sentieri impervi solo per permettere ai figli di raggiungere una classe, una lavagna, una voce che insegna.
In luoghi remoti del pianeta, l’istruzione non è un obbligo, è un sogno. Non è qualcosa che si subisce, ma qualcosa a cui si aspira. E ogni giorno, milioni di giovani si mettono in cammino per avvicinarsi un po’ di più a quel sogno. Senza zaini firmati, senza tablet, spesso neppure con scarpe adeguate. Eppure con una forza e una determinazione che dovrebbero ispirare chi, invece, ha tutto a portata di mano e spesso lo sottovaluta.
In confronto a quei percorsi duri e faticosi, i nove mesi del calendario scolastico italiano sembrano una passeggiata. Le aule sono riscaldate d’inverno e fresche d’estate, ci sono libri di testo, banchi, insegnanti preparati. Eppure spesso si dimentica il valore di tutto questo. Si dà per scontato ciò che invece, altrove, è ancora un privilegio.
Pensare a questi bambini, a quello che affrontano ogni giorno, non vuole essere un confronto per colpevolizzare, ma un invito alla gratitudine. È un’occasione per aprire gli occhi, per rendersi conto che la scuola non è solo un dovere, ma una chiave. Una chiave che apre porte, costruisce opportunità, cambia destini.
Ogni volta che si entra in classe, si dovrebbe ricordare che altrove qualcuno ha rischiato la vita per poter fare lo stesso. E forse, con questa consapevolezza in più, ogni lezione potrà essere vissuta con uno sguardo diverso: quello di chi non subisce l’istruzione, ma la sceglie. Quello di chi sa che studiare non è solo un diritto, ma anche un atto di speranza.