Che cosa significa davvero comprendere in matematica? Nel tempo, l’insegnamento della matematica è stato spesso ridotto a una questione di correttezza procedurale. Saper eseguire un algoritmo, arrivare al risultato giusto, rispettare una consegna. Tutto questo ha un valore, ma non può essere il punto di partenza. Quando il calcolo diventa l’unico obiettivo, il pensiero matematico si contrae, il linguaggio si impoverisce e l’errore perde la sua funzione generativa. L’approccio sviluppato nei curricoli di Singapore propone una direzione diversa. Non più la corsa verso l’astrazione, ma un cammino intenzionale che attraversa l’esperienza concreta, la rappresentazione visiva e solo infine il simbolo. Non una semplificazione dei contenuti, ma una loro riorganizzazione attorno ai concetti chiave. Non l’accumulo di esercizi, ma la costruzione di significato. “Pensare la matematica” prende forma all’interno di questo quadro, ma non si limita a descriverlo. L’obiettivo non è fornire un modello da applicare in modo rigido, né presentare il metodo Singapore come una formula risolutiva. Al contrario, questo testo invita a interrogare le pratiche quotidiane, a rallentare alcuni passaggi, a rendere visibili i processi che spesso restano impliciti. Al centro vi è il linguaggio: quello degli insegnanti, quello degli alunni, quello delle rappresentazioni. Parlare di matematica, ascoltarla, riscriverla. Dare spazio alle spiegazioni, alle ipotesi, alle strategie personali. Accettare che il percorso conti quanto la risposta e che il modello – una barra, uno schema, un disegno – non sia un supporto accessorio, ma una vera forma di pensiero. Questo libro è rivolto a chi insegna nella scuola primaria e sente la necessità di strumenti solidi, ma anche di una cornice teorica che dia senso alle scelte didattiche. È pensato per chi osserva le difficoltà degli alunni non come mancanze da colmare, ma come segnali da interpretare. Per chi riconosce che valutare significa prima di tutto comprendere. Le pagine intrecciano riferimenti teorici, esempi di pratica didattica, materiali operativi e momenti di riflessione. Non propongono scorciatoie, ma un percorso esigente, che chiede attenzione, studio e disponibilità a rimettere in discussione alcune abitudini consolidate. Pensare la matematica, in fondo, significa questo: riconoscere che l’apprendimento non è lineare, che il tempo del pensiero non coincide sempre con quello del programma, e che educare al ragionamento matematico è un atto profondamente culturale
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| GALLERIA | |
| Tipo di scuola | scuola primaria |
| Classe /età | Prima elementare, Seconda elementare, Terza elementare, Quarta elementare, Quinta elementare, Prima media |
| Materia | Matematica |
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