In prima primaria il numero non è solo un simbolo da scrivere, ma un’esperienza da vivere con le mani, con gli occhi e con il pensiero.
prima ancora di “fare operazioni”, è importante che i bambini costruiscano un senso profondo del numero.
Per questo sto utilizzando diversi materiali concreti:
Propongo attività diverse affinché ciascun alunno possa trovare lo strumento che meglio sostiene il proprio modo di apprendere.
Le aste montessoriane e la numerazione
Parto dalla presentazione delle aste e dalla numerazione, seguendo l’impostazione di Maria Montessori.
Ogni alunno utilizza le proprie aste per contare in senso progressivo e regressivo, consolidando così la sequenza numerica.
A questo momento associo sempre l’attività di scrittura nella farina, che aiuta a fissare la forma grafica del numero attraverso un’esperienza sensoriale significativa.
I regoli e la costruzione del numero
Successivamente introduco i regoli.
Li osserviamo, li confrontiamo e li “misuriamo” sul foglio a quadretti da 1 cm, utilizzando il cubetto bianco come unità di misura. In questo modo associamo ogni regolo al numero corrispondente.
Il passo successivo è chiedere:
“In che altro modo posso formare questo numero?”
Con i regoli costruiamo così tanti “muretti”, scoprendo in modo naturale le diverse scomposizioni.
Giocare con le quantità: i bear counters
Con i bear counters lavoriamo in modo ludico.
Partiamo da una quantità, ad esempio 8 orsetti. Li contiamo insieme e li inseriamo in un bicchiere non trasparente o in un sacchetto. Poi ne estraiamo alcuni e chiediamo:
“Quanti orsetti sono rimasti nel bicchiere?”
Attraverso il gioco, i bambini iniziano a ragionare sulle relazioni tra le quantità, senza bisogno di introdurre formalmente addizione o sottrazione.
I number bonds (legami numerici)
Dopo aver manipolato e sperimentato concretamente, passiamo al lavoro con i number bonds, ovvero i legami numerici.
Il materiale comprende:
Come personaggi guida ho scelto gli omini LEGO: Leonardo da Vinci e un bambino. Lo sfondo integratore di quest’anno, infatti, è proprio il mondo LEGO, che rende l’apprendimento ancora più coinvolgente.
In classe gli alunni si sono divertiti molto e hanno imparato rapidamente sia a calcolare la somma sia a ragionare sul “quanto manca a…”, il tutto senza parlare esplicitamente di addizione e sottrazione, ma costruendo il concetto in modo naturale e consapevole.
Alcune delle riflessioni e delle proposte operative che porto in classe trovano ispirazione nel testo Aritmetica manuale di Annamaria Bianconi, una lettura che consiglio a chi desidera approfondire un approccio concreto alla matematica oppure portare il modello montessoriano nella scuola comune.
In prima primaria il numero non si “spiega”: si costruisce, si tocca, si scompone, si ricompone, si sperimenta.
Prima delle operazioni vengono le relazioni, prima dei simboli viene l’esperienza.
Lavorare con materiali concreti richiede tempo, pazienza e intenzionalità, ma permette ai bambini di comprendere davvero ciò che stanno facendo. E quando il concetto si forma in modo solido, il passaggio al linguaggio matematico avviene con naturalezza, senza forzature.
Per me questo significa fare matematica: accompagnare, osservare, proporre strade diverse affinché ogni bambino possa trovare la propria.